Della presunzione
Quando gli chiedevano chi avrebbe incontrato nel turno successivo, Rubinstain rispondeva “Gioco contro il Nero”. E’ questo il giusto approccio che un giocatore di alto livello deve tenere quando incontra un avversario di livello molto inferiore evitando di cadere in un atteggiamento di sufficienza e di sottovalutazione foriero di rischi e di delusioni.
Prendiamo ad esempio quanto accaduto in Francia nel 1924. Gibaud pluricampione nazionale si trovava ad affrontare un semisconosciuto scacchista locale un certo Lazard e, con immotivata leggerezza, pur muovendo i Bianchi, avviò la partita giochicchiando così:
1.
d4
Cf6
2.
Cd2 e5
3.
dxe5 Cg4
4.
h3?? Ce3
0-1

Posizione finale
Non da meno il grande Anand sbandò da pivello contro Zapata nella seguente partita:
Zapata . Anand
Biel 1988
1.
e4
e5
2.
Cf3 Cf6
3.
Cxe5 d6
4.
Cf3 Cxe4
5.
Cc3

Ed ora invece di prendere il Cavallo in c3 o di tornare in f6 (evitando sia 5. … De7? 6 Cd5 che 5. …d5? 6.De2) si permette:
5.
…
Af5?
6.
De2 1-0
Volendo approfondire questo interessante aspetto seguiamo le mosse ed il pensiero di Ivan Sokolov che gioca con i Bianchi contro Johansen giocatore di modeste ambizioni con un punteggio ELO di alcune centinaia di punti in meno.
Sokolov – Johansen
Olimpiadi Manila 1992
1.
d4
Cf6
2.
c4
e6
3.
Cc3 Ab4
4.
e3
b6
5.
Ce2 Ce4!?
6.
f3!? Cxc3
7.
bxc3 Ae7

8.
e4
Sokolov decide di rimandare lo spostamento del Cavallo in g3 (vedi Shirov – Adams – Las Palmas 1994)
8.
…
Cc6
9.
Cg3 Aa6
10.
Ad3 Ca5
11.
De2 d6
12.
0-0 Dd7

Siamo al primo momento critico. Sokolov sente che in questa posizione che gli garantisce ampi spazi di movimento e un soddisfacente sviluppo dei pezzi, occorre prendere l’iniziativa senza temere rischi da sacrificio di materiale. Si impone 13.f4 con il possibile seguito 13…Da4 (con attacco mortale al Pedone c4), e poi 14. f5 Axc4 15. fxe6 fxe6 16. Ch5 Tg8 17. Cf4 0-0-0 18. Cxe6! Ed il Bianco sta meglio.
Ma il suo pensiero è corrotto dal diavoletto della superiorità ELO.
Perché infilarsi in complicazioni di cui dovrei star qui ad analizzare a fondo le possibili conseguenze se, con mosse normali e semplici, posso comodamente disfarmi di questo pivello da 2400 ELO? Così:
13.
Tb1?! h5!
14.
Te1?!
Ecco un’altra mossa cosiddetta “normale”. Era ancora possibile 14. f4
14.
…
h4
15.
Cf1 c5
16.
Ae3 Tc8
17.
Cd2 e5
18.
f4
Un po’ tardi.. Il Nero sta meglio e la struttura pedonale del Bianco è debole. Preferibile a questo punto 18. d5 per chiudere il centro e tirare alla patta.
18.
---
Ae6!
19.
dxe5 dxe5
20.
Cf3 De6
21.
fxe5

Osserviamo la posizione raggiunta. Sokolov si rende conto che, malgrado non abbia fatto nessun errore palese o svista, si ritrovi con una struttura pedonale inguardabile in sole 20 mosse pur giocando con il Bianco e contro un avversario di cui non aveva mai sentito il nome. Dovrà battersi per pattare.
21.
…
Ae7!
22.
Tf1 Axc4
23.
Ag5 Axd3
24.
Dxd3 Cc6
25.
Axe7 Dxe7
26.
Tbd1 0-0
27.
Dd7 Dxd7
28.
Txd7 h3
29.
gxh3 Tce8
30.
Rg2 Cxe5

E qui si impone una considerazione urbi et orbi. Si tenga conto che gli idolatrati programmi scacchistici danno perfetta parità. Giocatori di club qual siamo come giudicherebbero la posizione? Chi si sentirebbe di sostenere che il Nero stia meglio? Quanti preferirebbero il Bianco che:
Sokolov non è così ingenuo, sa di avere problemi da risolvere e, invece di cambiare i Cavalli, ritiene che tenerli in vita possa aiutarlo a sostenere il finale.
31.
Txa7?! Cc4!
32.
Tf2 Txe4
33.
Cg5

Ancora uno sguardo. Il pedone f7 non è difendibile. Molti di noi con il Nero proporrebbero la patta sperando nella generosità del Bianco.
33.
…
Te5!
34. Cxf7
E siamo a due pedoni di vantaggio.
34.
…
Ce3+!
35.
Rg3 Te5!
Cade il Cavallo con tutti i finimenti. Sokolov continua per altre dieci mosse prima di abbandonare.
Poi dirà che questa è stata la più dura lezione subita nella sua pur brillante carriera. Meditiamo.