Eptalogo di villanie scacchistiche
Non sempre un confronto di intelligenze è confronto di intelligenti. La storia degli scacchi non è priva di episodi di grossolane rozzezze tra giocatori, anche tra i più grandi. Campioni di prestigio hanno spesso usato le armi dubbie della pressione psicologica, delle scorrettezze al tavolo di gioco e fuori, dei gesti d’ira, qualche volta della violenza.
C’è chi crede agonisticamente redditizio un comportamento irritante, altezzoso, sprezzante dell’avversario e c’è chi non riesce a tenere a freno impulsi caratteriali che denotano irrimediabili devianze plebee.
Non potendo nulla per cambiarle cose del mondo, diamo un incompleto ma utile prontuario a chi, non riuscendo a vincere con abilità scacchistica, volesse tentare con mezzi meno limpidi.
Il pezzo da muovere deve essere sollevato più del necessario e inchiodato sulla casa di arrivo con gesto secco e deciso. Come a dire: “Questa qui te l’aspettavi?”. Mossa raccomandata soprattutto con il Cavallo.
Una volta posato il pezzo sulla casa di arrivo dovete avvitarlo con forza a significare: “E questo chi lo muove più!”. Si raccomanda per le mosse di Alfiere.
Gesto particolarmente indicato per l’avanzata di Torre. La spinta viene eseguita con il pollice sulla base e l’indice sul bordo merlato, lo spostamento deve essere lento. Raggiunta la casa di arrivo si deve lasciare il pezzo aprendo la mano a mo’ di ala di gabbiano. Equivale alla frase: “Non è una mossa, è una pennellata.”.
Dopo aver mosso, qualsiasi metodo abbiate impiegato, guardate l’avversario fisso negli occhi senza più interessarvi alla scacchiera. E’ l’altezzoso sprezzo del boia che pregusta lo sgambettare dell’impiccato.
Se non vi va il metodo 4 immergetevi nella lettura di un libro o, ancor meglio di un fumetto e non distoglietevene quando l’avversario ha mosso, aspettate un poco e poi chiudete il libro con aria infastidita. Insomma dimostrate che è preferibile leggere anche le cose più stupide invece di seguire le idiozie scacchistiche dell’altro.
Quando colui che osa affrontarvi muove e dimentica di fermare l’orologio, immergetevi in profonde riflessioni, passate le mani tra i capelli, fingete di essere preoccupato, dondolate la testa. Insomma fate ogni cosa per impedirgli di accorgersi del suo tempo che va e non permettetevi di muovere prima, o peggio ancora, di farglielo notare.
Se malauguratamente doveste perdere non date nessuna soddisfazione all’avversario ma dite subito: “Avevo stravinto, ho sprecato una posizione superiore, bastava aspettare” e andate via senza dare la mano a quel microbo fortunato.